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29 marzo 2007
Si scrive neutralità tecnologica e si legge digitale terrestre
Roma, 29-03-2007
Sono ormai anni che noi di Adiconsum difendiamo in tutti i modi l’applicazione della neutralità tecnologica ma ci sembra di “essere uno che grida nel deserto”. In passato si è fatto finta che le parole, neutralità tecnologica, non facessero parte del vocabolario, ora invece si scrivono dappertutto ma si leggono sempre nello stesso modo, cioè digitale terrestre. Spieghiamo con chiarezza cosa si intende per neutralità tecnologica e perché interessa tanto ai consumatori. Essere neutrali vuol dire non privilegiare nessuna tecnologia esistente e quindi regolamentare il mercato in modo tale che nessuna tecnologia ne sia avvantaggiata. Non è cosa da poco. Se pensiamo alle grandi economie che ci sono dietro ad uno sviluppo tecnologico si comprende quanto possa essere importante per alcuni, pilotare il mercato. Per il consumatore il vantaggio è ancora più evidente, vuol dire essere liberi di scegliere la tecnologia che si preferisce e di non dover subire imposizioni. Facciamo un esempio per chiarire. Prima a Cagliari ed ora ad Aosta, dove il 15 aprile prossimo si chiudono due reti televisive analogiche, se si rispettasse la neutralità tecnologica, i consumatori dovrebbero liberamente scegliere qual tecnologia digitale utilizzare fra quelle esistenti, cioè terrestre, satellitare e IPTV. Purtroppo non sarà così perché ancora si privilegerà il digitale terrestre garantendo gli incentivi solo ai decoder terrestri e la visione integrale ai canali sempre solo al terrestre (quelli via satellite sono in parte criptati). Un altro esempio riguarda i bonus previsti dall’ultima finanziaria per chi acquista nuovi televisori con decoder digitale integrato, ma come al solito solo terrestri. Eppure non ci sembra sia così difficile applicare la neutralità tecnologica, basta fare regole equidistanti e che garantiscano pari dignità a tutte le tecnologie presenti e future. Chi governa deve preoccuparsi esclusivamente di garantire regole uguali per tutti. Non riusciamo a comprendere come mai siamo gli unici, in tutte le sedi, compresa ITALIA DIGITALE, a difendere i principi di neutralità. Ecco per fortuna, notizia delle ultime ore, che qualcun’altro grida, ci riferiamo alla Commissione Europea che, sta indagando sul bonus fiscale per i televisori che sembrerebbe non rispettino la neutralità tecnologica, c’è il rischio di una nuova condanna come avvenne per gli incentivi concessi dal precedente governo per i decoder digitali terrestre. E’ proprio vero “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Ancora c’è spazio per un inversione di rotta, speriamo che avvenga.
| inviato da il 29/3/2007 alle 16:42 | |
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